
Il progetto come gesto
Gio Ponti. Arredi e oggetti tra gli anni ’30 e ’50
In occasione della partecipazione a Der Pavilion di St. Moritz, Volumnia presenta un progetto espositivo dedicato a Gio Ponti, figura centrale nella definizione del linguaggio del design e dell’architettura italiana del Novecento.
La mostra si concentra su una selezione di arredi e oggetti realizzati tra gli anni Trenta e Cinquanta, un arco temporale che restituisce la continuità e l’evoluzione della ricerca pontiana, in cui il dialogo tra tradizione e modernità si traduce in soluzioni formali di grande equilibrio e precisione progettuale. L’intento non è quello di offrire una ricostruzione cronologica, ma di proporre una lettura essenziale e coerente del pensiero di Ponti, mettendone in luce la capacità di coniugare rigore, invenzione e una profonda attenzione alla dimensione dell’abitare.
Fulcro del percorso sono due credenze in legno riconducibili alla prima maturità progettuale di Gio Ponti, nelle quali emergono con particolare chiarezza alcuni temi centrali del suo linguaggio all’inizio degli anni Trenta. Le gambe sagomate, arricchite da inserti in ottone, rimandano a soluzioni formali sviluppate in occasione della IV Triennale di Monza e riprese in diversi ambiti progettuali dello stesso periodo, mentre il trattamento delle superfici lignee richiama sperimentazioni decorative adottate da Ponti in importanti commissioni architettoniche contemporanee. In questi arredi si riconosce una sintesi misurata tra riferimenti alla classicità, rielaborati con astrazione e controllo, e una sensibilità moderna per la struttura e il dettaglio, elementi che li collocano all’interno di una visione progettuale ampia e articolata.
Attorno a questi nuclei principali si sviluppa una selezione di complementi, vasi, elementi luminosi e oggetti, che restituiscono la complessità e la varietà della produzione pontiana, sottolineando la sua capacità di pensare l’oggetto come parte di un sistema di relazioni, più che come elemento isolato.
Il percorso espositivo si arricchisce di un dialogo con le opere di Max Ingrand e Giovanni Gariboldi, concepito come un confronto silenzioso e misurato. La presenza di Ingrand introduce una riflessione sulla luce come componente essenziale dell’architettura dell’oggetto, mentre il lavoro di Gariboldi si confronta con la materia e il gesto artigianale, in continuità e rielaborazione rispetto all’esperienza condivisa con Ponti alla Richard Ginori. Questi accostamenti accompagnano la lettura delle opere di Ponti, suggerendo affinità e scarti, senza mai sottrarre centralità alla sua visione.
Volumnia / Stradone Farnese 33, Piacenza /
P.IVA IT01733300337 / Privacy Policy